Vittorio Polieri

Ritorno alle origini

Cominciò a piovere non appena Félicie si richiuse il portone alle spalle, quasi che il clangore della serratura fosse il segnale concordato fra la terra e il cielo. Affondò il collo nel cappotto già zuppo e provò a farsi largo fra le secchiate d’acqua battente, stringendo a sé il borsone carico delle tre o quattro cose che Philippe le aveva lasciato portar via.
Rischiò di scivolare almeno un paio di volte e si maledisse per non aver comprato gli stivali di gomma che lui aveva sempre disprezzato: “Non sei più una bambina!” le aveva detto.
Un imbecille sfrecciò a un palmo dal marciapiede, rovesciandole addosso un fiotto di melma acquitrinosa: Félicie imprecò rassegnata, ma poco oltre si stupì di trovare aperti i
cancelli del giardino nel quale aveva giocato per anni, prima che un’ordinanza comunale ne vietasse l’accesso.
La pioggia aveva sorpreso gli operai ancora al lavoro, il giardino sarebbe stato riaperto il giorno successivo: “Certo che sono una bambina!” pensò con gioia.