Cristina Manuli

Vorrei una città dove fosse possibile ancora percepire il profumo della pioggia, dove la cultura non fosse solo moda e design ma anche inclusione sociale, dove non si fosse costretti sempre a lottare contro il tempo, ma ci si potesse anche soffermare a gustarlo; dove i sogni non fossero relegati al linguaggio dei poeti e la freschezza delle idee non corrispondesse inevitabilmente a quella dei volti.
Vorrei spazi condivisi dove fosse possibile dialogare senza pregiudizi e riconoscere in ognuno le qualità di cui si è portatori, senza soffermarsi sulle differenze di età, razza o religione.
Vorrei un luogo dove l'incontro non rimanesse superficiale ma si riuscisse a realizzare uno scambio intenso.
In questa città, in perenne cambiamento, progettata da illustri architetti, tra forme astratte e futuristiche, ci potremmo ritrovare ancora in un'intima dimensione, lontani dalla frenesia che ci circonda, per esprimere al meglio quel che di più autentico c'è in noi.
Questa è la mia città del futuro.