Giulia Ceirano

La città era la sua casa. La osservava ogni sera dal balcone; seduta per terra la scrutava, la scopriva. Un bicchiere di vino alle labbra e la musica in un orecchio, uno soltanto per sentire nell'altro il rumore bello di quello spettacolo.
 Guardava, e le sembrava che la città cambiasse con lei.
Passeggiava sotto quel terrazzo un interno mondo e lei giocava a immaginare persone, vite strane e affascinanti. Nelle finestre illuminate che circondavano i suoi pensieri, vedeva innamorati abbracciati davanti a un film, famiglie raccontarsi la loro giornata, donne bellissime indossare la loro camicia da notte, finalmente, dopo una lunga giornata, e ragazzi soli, coi loro dubbi, a cercare risposte dentro le luci della città.
Ogni sera inventava storie nuove, lei; solo un paio rimanevano uguali, quelle a cui era troppo affezionata. E così queste proseguivano ogni sera un po' di più.
 Il teatro, però, era sempre lo stesso: quella città che aveva imparato ad amare e che le regalava ogni giorno spettacoli grandi e nuovi.