Federica Di Salvo

Stavano costruendo qualcosa. E buttando giù qualcos’altro. Non capiva. Sentiva parole strane, i grandi parlavano di “riqualificazione urbana”, di “cambiamento e trasparenza”, di “zone di democrazia solidale”.
Gli avevano detto che si doveva cambiare. Perché mamma, per rendere il quartiere più bello, tesoro.
La gente camminava, come sempre. Stava al telefono, camminava.
Mamma cosa devono fare le persone per cambiare, be’ tesoro, devono volerlo questo cambiamento, devono impegnarsi in prima persona perché avvenga, devono rendere più bello e vivibile questo quartiere.
 Le persone camminavano.
Mamma io posso fare qualcosa per rendere più bello il quartiere, certo tesoro, tutti possiamo. Il muro del palazzo di fronte a casa era grigio e brutto. Si era preparato: vernici, pennelli, colori. E i vestiti vecchi, quelli che la mamma diceva di mettere sempre quando ci si va a sporcare. Ecco, ora era bello, il muro. Sorrise. L’ho fatto mamma, ho reso più bello il quartiere.