Simone Pietro Ruocco

Il cubo

Dall’altra parte della strada hanno costruito un cubo di vetro al centro di un parchetto. Il cubo è dotato di sei facce, cinque di vetro, una di terra smossa e spianata, niente erba. I pannelli sembrano sospesi nel nulla, visto così da lontano, non ci sono supporti di alcun tipo.
È stato deciso, a un certo punto del nuovo millennio, che il vetro è il futuro, e così l’intera città ha sostituito le facciate di cemento armato con enormi placche di vetro che permettono a chi è fuori di vedere dentro e a chi sta dentro di vedere fuori. Strano concetto.
Vetro madreperla, vetro organico, vetro selettivo, vetro cristallo, tipi diversi di vetro che sono comunque la coagulazione di questo concetto: che ciò che è dentro in realtà è anche fuori. Un’immensa distesa di edifici, la città, senza più barriere ottiche: io vedo te e tu vedi me. Non posso nascondermi.
Talvolta capita di finirci a sbattere contro, a queste vetrate, dato che la loro proprietà intrinseca è proprio la trasparenza.