Alessio Angioni

Da punto a punto.
 È tutto segnato su una piccola mappa dietro una bacheca di plastica trasparente. “Tu sei qui”, c’è scritto sopra una freccia rossa, è bene che qualcuno te lo ricordi. Non ti resta che scegliere dove andare, attendere il rumore, annusare l’attrito e la belva tintinnante sarà da te. 
Scendi e risali, e lo fai ancora, e poi di nuovo.
È come se qualcosa dentro di te chiedesse: qual è la prossima tappa del viaggio? 
Ti addormenti poi ti risvegli, tagli la città a metà come un coltello, con la fronte appoggiata a finestrini appannati con inciso: A ama C, e chissà quante storie sono nate e cresciute in corsa, montate in trasparenza, nella piccola palla di vetro in movimento da cui si guarda indisturbati il mondo fuori. 
Altro giro, altra corsa. 
La belva tintinnante riparte, sfugge verso un altro punto, e poi ancora avanti, ingannando il tempo, riducendo le distanze, in una marcia vecchia un secolo, ma con una sfida nuova. Un viaggio verso il futuro.