Claudia Valentini

Quelli come me

I primi mesi in città sono i più duri per quelli come me.

Quelli come me, infatti, già a due settimane dalla partenza passano intere giornate su Google Maps a scansionare click su click la città, alla ricerca di pixel verde chiaro o verde scuro e scritte tipo Parco o Riserva Naturale. Quando, davanti allo schermo del PC, trovano ciò che stavano cercando, tirano lunghi sospiri di sollievo, se non urletti di gioia, o, peggio, si lasciano andare a balletti di gloria.
Quelli come me, una volta arrivati in città, salgono in casa a posare il bagaglio e scendono armati di scarpe da battaglia (sapeste quanti chilometri hanno percorso quelle suole sgualcite). Battono le strade come cani da ricerca impazziti, gli manca il fiato quasi, entrano in un tunnel di paranoia totale se alzano la testa e vedono il cemento, sono già sull'orlo di una crisi di nervi ogni volta che poggiano il piede sull'asfalto.

Quelli come me quando trovano un pezzo di prato e un paio d'alberi ci si rotolano in preda al delirio. Si strusciano contro gli alberi come orsi. Marchiano il territorio pisciando di gioia qua e là per i parchi.
Quelli come me, non sono nati in città ma stanno imparando a viverci.