Adriano Pugno

La finestra

Il giorno prima della Fiera dormivo sempre da mia nonna. Mettevo la sveglia presto, molto presto, per vedere i furgoni cominciare a disporsi nelle strade. Deboli luci illuminavano la chiesa, la grande cupola. La ritrovavo ogni notte, io e lei, appuntamento tra sonnambuli.

Le bancarelle cambiavano ogni anno. Quando sarò grande rimarrò sveglio a vederle arrivare, scenderò e incontrerò volti più o meno nuovi. Sarò il primo a fare un acquisto, ora che il paese ancora sonnecchia.
Sono sempre rimasto a letto. Sono cambiati i percorsi, la disposizione, persino lo spirito della festa. Le case in costruzione sono ormai abitate, hanno nuovi colori e nuova allegria. Ma da quella finestra, questa notte, mi sembra di essere ancora lì. Di essere ancora quello lì.