Maria Sole Limodio

Filastrocca del Citofono

Gli era capitato più volte di essere ferito
 che qualcuno avesse pigiato forte col dito:
 il pulsante incastrato e il rumore continuo.

Gli era capitato di esser salvato da un dito un po’ mangiucchiato, lo aveva riaggiustato e il rumore era cessato. 

Lei aveva guance rosse e occhi senza nome, lo guardavano fisso a cercare un cognome. - Non sarebbe più tornato - voleva dirle, 
ma lui la voce non l’aveva
 gliel’avevano sempre prestata.
- Bussa ad un altro per favore,
quello del sesto piano non conosce rancore, ha la faccia pallida ma è un gran lettore. -
Ma lei non lo sentiva... passò la notte
e la mattina.
Gli era capitato di voler inseguire a tutti i costi quel bambino che aveva bussato e poi era scappato...

Aprirsi alle voci della strada, delle bici, della vita senza più aspettare.
Così continua a raccontare
con la voce di un altro, come nel migliore doppiaggio,
del mondo che cambia solo se hai coraggio.
Se passi di qua fermati a citofonare...
Le parole hanno stanze trasparenti da abitare.