Lucia Fornaini

Eravamo più poveri. Eravamo più liberi. Quando nel dopoguerra ci trasferimmo all’Eden, quartiere della periferia appena fuori porta, i quattro caseggiati gialli ci apparvero imponenti, squadrati, ben diversi dalle case basse e tetre del centro storico. A noi assegnarono un appartamento all’ultimo piano: sessantacinque gradini per accedere al paradiso. E c’era il bagno: uno stretto budello con vasca e water, una ricchezza! C’era anche un terrazzino che permetteva di spaziare tra gli orti e la campagna. Soprattutto c’era il prato. A lato dei palazzi, un bellissimo prato verde era il mondo dei bambini e dei ragazzi. E in quel prato giocavamo, ci sbucciavamo le ginocchia, litigavamo, cantavamo, alzavamo grida fino al cielo. Lì, nell’amicizia, nel gioco, nella fantasia, abbiamo fondato la nostra vita di adulti. Oggi la periferia ha perduto i contorni, le case sono assediate dal cemento e il prato non c’è più: è diventato un parcheggio. Ridate il verde a bambini e ragazzi!