Claudio Rugiero

Il giorno sta per farsi, ma il pescatore è già pronto a precederlo. Dagli scogli salta giù sulla barca ormeggiata. Alle sue spalle clacson, motori e sferragliare di tram si susseguono incessantemente.
La barca ora è al largo, nel punto meno avvelenato dalla vita. Il pescatore lancia la rete e attende solo un cenno dal mare. Nuvole dense stanziano in cielo. Ed ecco che un temporale gli piomba addosso. La pioggia gli cantilena sul cappello, rimbalzandogli per tutto il corpo. I pesci sono già nella rete. La ritira e la rigetta. Il suo unico pensiero ora è non rovesciarsi. La sua vita è fatta di questi ritmi e questi rischi.
Alla sera, il tempo si è acquietato e il pescatore può tornare alla terra. Sull’asfalto, un velo di rugiada. Il traffico intanto si è intensificato. L’aria rimbomba di un baccano ben più assordante del mattino. Prende i secchi pieni di pesce, pronto a lasciare la barca. Si gira verso il mare. Può vedere il sole annegare. È così forte la tentazione di tornare.