Raffaella Sardella

Sali su un treno. Scendi da un aereo. Guardi scorrere fuori dal finestrino di un taxi una
città che ti sembra di conoscere. Arrivi. Riparti. Ma per un attimo sei qui e puoi fermarti. Odorare la pioggia tra gli alberi, aprire la giacca e far entrare il sole. Puoi cercare, scoprire, trovare tra le pagine e i muri cose che non conoscevi. Svolti l’angolo e appare un pezzo di mondo dove ti aspettavi la fine. Nuovo eppure familiare. Ci sei già stato? Non puoi ricordarlo. Ci tornerai? Non puoi saperlo. Sei al sicuro, circondato da sconosciuti in un luogo chiuso all’aperto. Guardi dentro e attraverso e se fai attenzione puoi riconoscere frazioni di altri posti, di altre storie, di altre persone. È un luogo reale che ancora non esiste, un luogo di ricordi ancora da scrivere.