Maurizio Garattoni

Le biglie rosse

Era inevitabile. Giocavo alle biglie sulle collinette sconnesse del campo, oltre la strada, davanti alla mia casa. Terriccio riportato per i lavori di sbancamento quando avevano cominciato la costruzione. Massimo giocava con me. Stessa età. Era un campione di biglie. Io me la cavavo. Il campetto è stato lasciato così per il tempo in cui crescevamo. Poi un giorno a dodici anni noi abbiamo smesso con le biglie. E con un patto di sangue, le abbiamo sotterrate dentro una scatola di latta dei biscotti Mellin, dopo aver scavato una bella buca. Erano solo biglie rosse. Dopo alcuni anni hanno recintato il campo e in seguito sono arrivate le ruspe. Massimo aveva già un lavoro ed io avevo l’Esame di Stato. Davanti alla nostra casa era stato costruito un condominio e il costruttore aveva ormai venduto metà dei venti alloggi realizzati. Nel cartellone gigante, davanti alla palazzina quasi finita, risaltava una scritta enorme “VENDESIAPPARTAMENTI NUOVI – Condominio LE BIGLIE ROSSE”.