Wilma Viganò

La mia Commedia

Da oltre mille giorni, due volte al giorno, passo accanto al cantiere della Feltrinelli di Porta Volta. Vado alla casa di cura lì accanto dove è ricoverato mio marito. E quel cantiere è diventato un po’ la metafora della mia anima.
All’inizio era tutto chiuso, squallido, disperato.
Poi si è aperto uno spiraglio e si è cominciato a lavorare nel profondo. Scavo dopo scavo, ci si è liberati dei detriti e si sono faticosamente costruite le fondamenta sino ad arrivare al suolo. Un po’ come passare dall’Inferno al Purgatorio.
Adesso, mattone dopo mattone, si costruisce e ci si proietta verso il Paradiso.
Ci riuscirò anch’io?